EL GRECO DIPINGE IL GRANDE INQUISITORE, Stefan Andres, Edizioni Settecolori, 2024
Fino a dove l’arte può compiacere il potere?
Una domanda che ha attraversato le pieghe della storia fin dai suoi albori, e che non cessa di essere attuale.
Un Cardinale, Grande Inquisitore di Spagna sotto i regni di Filippo II e Filippo III, e un pittore, il pittore della fine del XVI secolo, dai tratti e colori inauditi: il maestro Domenikos Theotokopoulos, passato alla storia con l’appellativo di El Greco.
Sono i due protagonisti del breve scritto di Stefan Andres, contradditoria figura, seppur di spicco, della cultura tedesca del dopoguerra. Uno scritto dall’andamento narrativo, ironico e tagliente, che prende di petto la domanda iniziale: dove finisce la libertà dell’artista di fronte alla committenza? E qual’è la soglia dove la committenza deve fermarsi, di fronte all’espressività del genio? Un romanzo breve, brevissimo, capace di farci entrare nel cuore dell’Europa, e dei suoi eterni conflitti. Una perla che impreziosisce ulteriormente l’eccellente catalogo delle edizioni Settecolori. Consigliatissimo.
IL FIGLIO DI FORREST GUMP, Angelo Ferracuti, Mondadori, 2024
Presentato assieme all’Autore lo scorso novembre, il romanzo continua ad accompagnarci ed interrogarci.
Angelo è il protagonista della storia, narrata in prima persona e con un taglio esplicitamente autobiografico.
Un giovane che, fin dalla prima adolescenza, sente stretta la propria condizione, le proprie terre e l’educazione impartita dai genitori: “Avvertivo dentro di me una sovrabbondanza di energia che non trovava sfogo in una vita tranquilla” (pag. 64).
Un’inquietudine che non tarda ad entrare in conflitto con il padre, uomo onesto e dalle umili origini che ricercò per tutta la sua vita un’autosufficienza capace – illusoriamente – di metterlo al riparo dalle delusioni e bruttezze del vivere.
E che si mise a correre, antesignano Forrest Gump, fino a raggiungere successi incredibili nel campo della corsa amatoriale. Ma chi corre, si inceppa e cade sono entrambi: padre e figlio.
Un drammatico e dolcissimo racconto di un rapporto mai sbocciato, anelato ma non esistenzialmente ricercato, che attraversa, simboleggia e oltrepassa gli anni del boom economico e poi della contestazione giovanile degli anni ’70. Anni di conflitti che, nella loro irrisolutezza, trovano comunque una pacificazione nel viaggio, e nel ricomporsi di una memoria capace di abbracciare ogni limite.
Anche questo, consigliatissimo.
ADELMO, che voleva essere Settimo, Daniele Mencarelli, Mondadori, 2025
Si può dire qualcosa di un romanzo che ancora non si è letto?
Si: leggiamolo, sulla fiducia, questo esordio del nostro Daniele Mencarelli nella narrativa per ragazzi.
Perchè Daniele non ci ha mai tradito.
Perchè Daniele, con i ragazzi, dentro e fuori le scuole, l’abbiamo visto all’opera: un’esplosione di umanità, schiettezza e libertà generalmente atipici e poco rintracciabili tra i cosiddetti “grandi scrittori”.
Si dirà: lo faremo leggere ai nostri ragazzi.
Ben venga, ma non tiriamoci indietro, noi adulti. Forse torneremo a guardare i nostri ragazzi con occhi nuovi e nuove domande.
Consigliato? si, sulla fiducia, come atto di stima previa che si riserva agli amici.
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