…Si stava peggio quando si stava meglio?

…Si stava peggio quando si stava meglio?

…Si stava peggio quando si stava meglio? 1024 489 Giuseppe Maria Gnagnarella
Ma siamo proprio sicuri che si stava peggio quando si stava meglio?

L’eco dei consigli distribuiti a piene mani da tv, riviste, giornali e siti on line sulle bellezze dei borghi d’Italia, sulla riscoperta dei cammini lungo gli Appennini, sulle camminate emozionali, su quelle sulle tracce dei monaci, per riscoprire l’altro, per prendersi del tempo per se’ va affievolendosi, ma a me, non so a voi, la domanda continua a ronzarmi nella testa. Immagino le scene nei tinelli di casa con la mamma che chiede a voce alta: ma dove avrà messo la nonna le chiavi di quelle due camere che aveva tra Umbria, Toscana o tra Abruzzo e Lazio dove potremmo trascorrere due settimane di ferie riposando e riscoprendo antichi sapori? Bah….siamo proprio sicuri che l’idea di vacanza Ideale sia quella che ci hanno raccontato in questa estate così strana?

Qui, però, non si può divagare, dobbiamo parlare di politica!

Già ….mica tanto meno strana dei consigli sulle vacanze alternative! Si annunciava un Settembre impegnativo tra il referendum sulle modifiche alla Costituzione e il voto per il rinnovo di sette Consigli regionali e un certo numero di Comuni, ma il tempo passato a discutere di rimpasto nel Governo e/o di eventuale cambio di leadership è stato decisamente e noiosamente superiore a quello dedicato ai problemi veri del Paese.

Di Maio ora a urne chiuse parla di “risultato storico” nel referendum confermativo per il taglio del numero di parlamentari, ma i Cinque Stelle hanno perso per strada, in due anni, praticamente otto milioni di elettori.

Ha vinto Zingaretti che parla del suo PD come forza di cambiamento anche nella velocità di cambiare idea, visto che per quattro volte il PD aveva votato NO in Parlamento alle modifiche alla Costituzione e intanto ha perso anche la guida delle Marche, storica roccaforte del centro sinistra.

Restano i problemi veri:
disuguaglianze, disoccupazione,
diminuzione dei consumi...
e delle nascite.

Hanno vinto certamente Zaia in Veneto, Toti in Liguria e De Luca in Campania a testimonianza che l’impronta personale supera lo schieramento e che più dei partiti contano le persone. E’ “la dinamica dei territori” – come viene definita dalla sondaggista Ghisleri, come dimostra anche la conferma di Brugnaro a Sindaco di Venezia al quale l’avversario riconosce il merito “di essere stato tra la gente”.

Restano i problemi veri: il tema delle disuguaglianze, per esempio; la possibilità che a fine anno ci sia uno shock strutturale con la crescita della disoccupazione; i consumi che diminuiscono mentre aumenta il risparmio; la maglia nera dell’Italia nelle nascite perché i bambini sono sempre più vissuti come un problema economico e non come completezza della vita di coppia.

Con i nostri ragazzi, ammonisce De Rita “figli di una grande ondata di soggettivismo che se non è retta dall’etica, produce gli episodi di Colleferro. Abbiamo insegnato ai nostri figli che bisogna emergere, primeggiare, c’è chi può farlo andando a formarsi alla Bocconi e chi prova a emergere con quello che ha, muscoli e voce grossa”.

Quando entreranno nell’agenda della politica questi temi?

Da domani il Governo deve correre, annuncia il Presidente del Consiglio, da domani si cambi chiede Zingaretti, da domani nuova agenda chiede di Maio. Prima no?
Tutti uniti, invece, nel voler gestire e indirizzare i tanti soldi che l’Europa potrebbe far arrivare in Italia. Per cambiare e finalmente affrontare le emergenze mai risolte? Forse.
Ha detto Romano Prodi al Festival Città Impresa a Vicenza: “La Francia investe tutto sul nuovo, sulla riorganizzazione industriale, mentre noi sembriamo voler scegliere la strada degli interventi a pioggia per non scontentare nessuno. Non mi piace questa politica del rinvio del rinvio senza idee forti, mentre, come diciamo noi emiliani, questo è il tempo di dare gas”.
Ma siete proprio sicuri che si stava peggio quando si stava meglio……..?

GIUSEPPE MARIA GNAGNARELLA

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Giuseppe Maria Gnagnarella

Giornalista e scrittore, lancianese di nascita, romano di adozione, vive tra Nizza, Dublino e Perth. Lunga carriera in RAI, è stato Consigliere di Amministrazione della LUISS Guido Carli e docente nella Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Universita’ La Sapienza di Roma...

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