Il breve racconto dell’Anticristo (Solov’Ëv parte III)

Il breve racconto dell’Anticristo (Solov’Ëv parte III)

Il breve racconto dell’Anticristo (Solov’Ëv parte III) 1024 489 Edi Natali

Il Breve Racconto dell’Anticristo si presenta come denuncia di ogni contrabbando di idee pseudo-cristiane presentato in nome di Cristo (tesi, questa, già presente nei Tre dialoghi che lo precedono ed ancor oggi quantomai attuale!).

Il racconto è un’opera letteraria e filosofica “paragonabile per la densità di pensiero che racchiude e per la perfezione artistica con cui è espresso ad un dialogo platonico”, come scrive Giuseppe Riconda.

L’Anticristo vi viene descritto come pensatore, scrittore, filantropo, grande asceta, caratteristiche, queste, attraverso le quali non solo si delinea la sua identità ma, come in un negativo di fotografia, si traccia anche la personalità del Cristo.

L’Anticristo è un pensatore, in grado di produrre sistemi di pensiero a differenza di Cristo, che non lascia niente di scritto: per Lui, infatti, la ‘Verità’ non può identificarsi con alcun sistema di pensiero, per quanto perfetto possa apparire, poiché la Verità, come si evince dal suo dialogo con Pilato, che chiede che cosa essa sia (Gv 18, 38), è Cristo stesso.

Altrove, infatti, aveva detto: Io sono la Via, la Verità e la Vita.

Ma l’Anticristo non si presenta qui solo come pensatore ma anche come scrittore, scrittore di fama planetaria, raggiunta con la diffusione del suo volume “La via aperta verso la pace e la prosperità universale”.

L'Anticristo?
un convinto spiritualista...
una persona perbene.

Questo testo si presenta come molto ambiguo perché, nonostante sia intriso di principi cristiani, in esso Gesù Cristo non è mai rammentato; ed un cristianesimo senza Cristo si riduce ad essere solo una dottrina morale.

Anche la pace che l’Anticristo offre è ben lontana da quella del Cristo: è una pace imposta, che permette a chi governa di aver tutto sotto controllo.

Stesso dicasi della prosperità che l’Anticristo concede: è infatti risaputo, e confermato dalla storia, che un popolo a pancia piena è più quieto e disponibile ad essere sottomesso. Dunque, prosperità come condizione di assenza di rivolta e possibilità di sottomettere con più facilità.

L’Anticristo si presenta inoltre come un grande filantropo: ama l’uomo, sì, ma l’uomo generico, non concreto, ‘amato’ non di quell’amore reale del buon Samaritano, che si ferma per prendersi cura dell’uomo incappato nei briganti; è anche uno spiritualista che vive secondo principi astratti, come un asceta, in uno Streben, in uno sforzo infinito teso a cogliere il suo obiettivo che altro non è che quello di primeggiare su tutti.

Di contro a lui si erge Cristo, che si svuota e si annienta fino alla morte di croce per amore (cf. Fil.2).

L’Anticristo, dunque, ammalia, attua il suo potere di seduzione su vari piani: sul piano sociale, offrendo i benefici materiali; sul piano politico, con una pace universale che non solo è imposta ma che, sovente, si trasforma in ‘resa sociale’ all’iniquità, con il conseguente abbandono degli ultimi al male; sul piano religioso, con l’unità delle tre confessioni cristiane, ma un’unità che non permette obiezioni, che elimina il dissenso, il confronto, un’unità che non contiene in sé il distinto, ma lo annienta uniformando tutti.

Così, mentre Cristo cerca la comunione, cioè un’unione condivisa, l’Anticristo cerca l’uniformità, affinché tutte le differenze siano appianate.

Se ne evince che il cristianesimo proferito dall’Anticristo è senza Cristo, è una ‘dottrina’ atta a dominare; in lui tutto è camuffamento e mistificazione, tutto ha come fine la seduzione, il condurre a sé, secondo l’etimologia latina di se-ducere.

Ma un cristianesimo senza Cristo è come una gabbia che rende schiavi privando gli uomini della libertà: questo sembra essere il messaggio finale di questo racconto, che in certo modo forma un’inclusione con la Prefazione ai Tre dialoghi.

Per rileggere i due precedenti articoli di Edi Natali dedicati a Solov’ëv clicca qui:

Solov’ëv e la figura dell’Anticristo vol I

Solov’ëv e  la figura dell’Anticristo vol II

Acquista qui il volume presentato:

I TRE DIALOGHI E IL RACCONTO DELL’ANTICRISTO
di Vladimir Solov’ev

Edi Natali

Nata a Pistoia il 30/04/64, dopo gli studi classici si laurea in Filosofia presso Università di Firenze con un lavoro sulla filosofia di G.W. Hegel; durante quegli stessi anni inizia il suo interesse per la Teologia che la porterà a conseguire, prima, il titolo di Magistero in Scienze Religiose, poi la Licenza in Teologia Dogmatica presso la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale...

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